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Il Novecento e l’archeologia industriale

L’attività umana ha profondamente modificato il territorio delle valli del Setta e del Brasimone tra Otto e Novecento, incidendo profondamente sugli equilibri naturali, economici e sociali. Questa sezione del futuro centro culturale vuole documentare, attraverso fonti iconografiche, orali, documentarie, ed anche con l’esposizione di oggetti materiali, le grandi opere che hanno interessato il territorio. Una sezione ripercorre lo sviluppo turistico, iniziato negli anni Settanta dell’Ottocento (con i primi esploratori delle sezioni C.A.I.  emiliane e toscane) fino agli anni Sessanta del Novecento.

    Grandi opere: diga e bacino idroelettrico del Brasimone (terminato nel 1911), Stabilimento idroterapico di Castiglione  (XIX-XX sec.), Ferrovia Direttissma (inaugurata nel 1934. Sotto il territorio castiglionese corre la galleria più lunga, che congiunge Emilia e Toscana), Autostrada del Sole (portata a termine negli anni Sessanta è tra le maggiori opere pubbliche italiane; il tratto appenninico è sicuramente quello più nevralgico ed emblematico)

    Archeologia Industriale:le centrali elettriche, connesse ai bacini del Brasimone, a quello inferiore di Santa Maria e, a ritroso, alle prime esperienze a livello provinciale bolognese di Lorenzo Pezzatti alle Mogne. L’attività molitoria ha caratterizzato l’economia e il sostentamento delle genti della montagna per secoli. Oggi ne rimangono poche vestigia che documentano tecnologie, tradizioni e rapporti sociali.
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